Marco Polo Team Wild Africa Motoraid 2008 - Etiopia


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Miti e Leggende

Makeda (in arabo Bilqis)
In alcuni testi e' detta anche Balkiyis e' la Regina di Saba citata nel primo libro dei Re e nel secondo libro delle Cronache della Bibbia, nel Corano e nella storia etiope. Saba era un antico regno che l'archeologia moderna situa in Etiopia o in Yemen. Nei testi biblici non viene mai nominata, il nome
Makeda proviene dalla tradizione etiope e quello di Bilqis dalla tradizione araba (ma non dal Corano). E' stata chiamata anche Nikaule o Nicaula.

Il racconto biblico
Secondo la Bibbia, l'anonima regina della terra di Saba venne a conoscenza della grande saggezza del re d'Israele, Salomone, e si mise in viaggio verso la sua terra portando con se' come doni spezie, oro e pietre preziose (1 Re 10, 1-13; 2 Cronache 9, 1-12). La regina fu colpita dalla saggezza e dalla ricchezza di Salomone e pronuncio' una preghiera al di Salomone, che la ricambio' con molti doni e con " qualsiasi cosa desiderasse", fino a quando la regina non torno' nel suo regno. La regina regalo' 4,5 tonnellate d'oro al re d'Israele.
La regina di Saba riappare in Matteo 12, 42 e in Luca 11, 31: Gesu' afferma che lei e gli abitanti di Ninive il giorno del sorgeranno per condannare gli ebrei che lo hanno rifiutato, "
perche' essa venne dalle estremita' della terra per ascoltare la sapienza di Salomone".
Nel Cantico dei Cantici si trovano alcune riferimenti che sono stati interpretati come prova dell'amore tra Salomone e la Regina di Saba. Infatti, in 1,5 la ragazza dice "
Bruna sono ma bella".

Leggende ebraiche posteriori
Lo storico ebreo Giuseppe Flavio enfatizza il suo amore per l'apprendimento. Le da' il nome di Nikaule, supponendo che ci sia una connessione con la regina descritta da Erodoto.
Altre leggende ebraiche sostengono che il regalo che promette Salomone (
qualsiasi cosa desideri) sia concretamente una relazione amorosa e grandi sforzi sono stati fatti studiando gli enigmi che la regina propone al re per testare la sua saggezza.

Il racconto coranico
Neanche il Corano menziona il nome della Regina di Saba, malgrado alcune fonti arabe la chiamino Bilqis. La storia e' simile a quella della Bibbia. Cambia il punto di partenza: e' Salomone che viene a conoscenza del regno di Saba perche' il suo popolo venera il Sole. Dopo aver minacciato una guerra, il re d'Israele riceve la regina di Saba che adotta la religione ebraica.
Le leggende islamiche riportano che il marito di Balqis era Yasir Yan'am e lei era la sorella di Shams, il Sole. Loro padre era al-Hadhad, che aveva salvato la madre, un genio.
Recentemente, alcuni studiosi arabi hanno ipotizzato che Saba non si trovi in Yemen, come sostengono alcune fonti, ma nel nord ovest dell'Arabia Saudita, in una colonia commerciale fondata dai regni arabi del sud. Gli scavi archeologici hanno confermato l'esistenza di queste colonie, che possedevano le stesse caratteristiche della madrepatria, ma ancora non e' stato scoperto nulla su Bilqis.

Racconto etiope
La famiglia imperiale etiope sostiene di discendere direttamente dall'incontro amoroso tra il Re Salomone e la Regina di Saba, chiamata Makeda dalla tradizione africana. La storia epica etiope dei re, il Kebra Negast, contiene la storia di Makeda e dei suoi discendenti. Salomone avrebbe sedotto la regina e avrebbe anche avuto un figlio da lei, che sarebbe diventato re con il nome di Menelik I, primo imperatore d'Etiopia.
E' stato provato che le antiche comunita' etiopi erano formate da una popolazione semita, emigrata attraverso il Mar Rosso dall'Arabia meridionale, mescolatesi con i locali abitanti non semiti. Inoltre, l'antico regno etiope di Axum ha governato anche una parte dell'Arabia meridionale che comprendeva lo Yemen fino alla nascita dell'Islam nel VII secolo. Per di piu', l' e il tigrino, le due principali lingue dell'Etiopia,
Come prova della relazione tra Arabia ed Etiopia si hanno anche molti reperti archeologici e alcune iscrizioni nell'antico alfabeto della penisola arabica meridionale.

L'Arca
L'Arca dell'alleanza si troverebbe ad Axum in Etiopia
Per 800 anni e' stato l'oggetto piu' venerato dal popolo ebraico. La sua scomparsa, avvenuta nel
587 a.C., ha alimentato un'ondata di curiosita' a cui anche Hollywood, con il film di Lucas e Spielberg "I predatori dell'Arca perduta", non ha saputo resistere. Sono in molti infatti a domandarsi che fine abbia fatto l'Arca dell'alleanza. E proprio su questo interrogativo, per ora ancora avvolto nel mistero, si sono susseguite nel corso degli anni mille ipotesi.Le tracce della cassa contenente le tavole dei 10 comandamenti si perdono quando il tempio costruito a Gerusalemme dal famoso re Salomone, per adempire a una promessa fatta al padre David, venne distrutto da Nabucodonosor.Secondo alcuni studiosi pero', in quell'occasione l'Arca non ando' distrutta perche' gia' in precedenza trasportata in un posto segreto, con l'intento di difenderla dai possibili invasori o dalle apostasie del popolo ebraico.La sua scomparsa alimento' pero' piu' di una teoria. Secondo alcuni studiosi la cassa d'oro si troverebbe, il condizionale e' d'obbligo, in una caverna dalle parti del mar Morto. Per altri sarebbe ancora conservata a Gerusalemme in una grotta scavata a grande profondita' nella roccia del monte su cui sorgeva, prima di andare distrutto, il Tempio.Tra queste la piu' attendibile sembra pero' essere quella che la vuole custodita nel santuario di Santa Maria di Sion di Axum in Etiopia. Nel 1992 infatti, la stampa diede ampio risalto alla notizia di un suo possibile ritrovamento. Nel volume "Il segno e il sigillo" l'inglese Graham Hancock sosteneva infatti che l'Arca si trovava in una cripta sotterranea custodita da una misteriosa confraternita.Peccato solo che non si possa verificare l'esistenza o meno della preziosa cassa dal momento che i custodi della cappella non permettono a nessuno di vederla. Ma sara' davvero li' ?


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